La gonorrea è un’infezione sessualmente trasmissibile causata dal batterio Neisseria gonorrhoeae. Può interessare i genitali, il retto e la gola e, in molti casi, può essere presente anche senza sintomi evidenti. Proprio per questo è importante sapere quali segnali osservare e quando è opportuno rivolgersi a un medico.
La gonorrea è curabile con antibiotici, ma non va sottovalutata: se non trattata può causare complicazioni importanti e contribuire alla trasmissione dell’infezione ad altre persone. Inoltre, la crescente resistenza agli antibiotici rende ancora più importante evitare il fai da te e seguire una terapia prescritta correttamente.
Gonorrea: Come Riconoscere i Sintomi e Quando Rivolgersi al Medico
Che cos’è la gonorrea
La gonorrea è una delle infezioni sessualmente trasmissibili più comuni. Si trasmette principalmente attraverso rapporti vaginali, anali o orali con una persona infetta. Può anche essere trasmessa dalla madre al neonato durante il parto.
Non tutte le persone infette sviluppano sintomi.
Questo significa che è possibile avere la gonorrea, sentirsi completamente bene e trasmetterla comunque a un partner.
Per questo motivo, basarsi soltanto sulla presenza o sull’assenza di sintomi non è sufficiente per escludere l’infezione.
Dopo quanto tempo compaiono i sintomi?
Quando sono presenti, i sintomi possono comparire generalmente da 1 a 14 giorni dopo il contatto sessuale con una persona infetta.
Tuttavia, alcune persone possono rimanere asintomatiche.
In particolare, molte donne con gonorrea non presentano sintomi evidenti oppure sviluppano disturbi così lievi da essere confusi con una normale infezione urinaria o vaginale.
Sintomi della gonorrea nell’uomo
Negli uomini, la gonorrea tende più frequentemente a causare sintomi riconoscibili.
Uno dei segnali più caratteristici è la comparsa di una secrezione dal pene, che può apparire bianca, gialla oppure verdastra.
Possono inoltre comparire:
- bruciore o dolore durante la minzione;
- bisogno di urinare più frequentemente;
- dolore o fastidio ai testicoli;
- gonfiore testicolare.
Questi sintomi non indicano automaticamente gonorrea, perché possono essere presenti anche in altre infezioni. Tuttavia, secrezione uretrale e bruciore durante la minzione dopo un rapporto sessuale a rischio sono motivi sufficienti per richiedere una valutazione medica e un test.
Sintomi della gonorrea nella donna
Nelle donne la situazione può essere più difficile da riconoscere perché l’infezione è spesso asintomatica.
Quando compaiono sintomi, possono comprendere:
- aumento o cambiamento delle secrezioni vaginali;
- dolore o bruciore durante la minzione;
- sanguinamento tra una mestruazione e l’altra;
- sanguinamento durante o dopo i rapporti sessuali.
Il problema è che questi segnali possono essere facilmente confusi con cistite, vaginite o altre condizioni ginecologiche.
Per questo, in presenza di un possibile contatto a rischio, è importante non affidarsi soltanto all’interpretazione dei sintomi.
Gonorrea anale: quali sono i sintomi?
La gonorrea può infettare anche il retto.
Questo può avvenire dopo rapporti anali, ma l’infezione può anche essere presente senza disturbi evidenti.
Quando compaiono sintomi, possono includere:
- secrezioni anali;
- prurito;
- dolore;
- sanguinamento;
- dolore durante la defecazione.
Anche in questo caso, i sintomi possono essere attribuiti erroneamente ad altre condizioni, come emorroidi o irritazioni locali.
Gonorrea alla gola
La gonorrea può interessare anche la gola, soprattutto dopo rapporti orali.
Una delle caratteristiche della gonorrea faringea è che molto spesso non provoca alcun sintomo.
Quando invece sono presenti disturbi, possono comparire:
- mal di gola;
- arrossamento;
- irritazione;
- dolore durante la deglutizione.
Proprio perché può essere asintomatica, una semplice visita della gola non è sufficiente a escluderla. Se il medico ritiene possibile un’esposizione, può essere necessario effettuare un tampone specifico.
Si può avere la gonorrea senza saperlo?
Sì.
Questo è uno degli aspetti più importanti da conoscere.
La gonorrea può essere completamente asintomatica, soprattutto nelle donne e nelle infezioni localizzate alla gola.
Una persona può quindi continuare ad avere rapporti sessuali pensando di non avere alcuna infezione.
Per questo i test per le infezioni sessualmente trasmissibili sono importanti quando esistono fattori di rischio, nuovi partner o rapporti non protetti.
Gonorrea o cistite?
Alcuni sintomi possono essere molto simili.
Bruciore durante la minzione, per esempio, può comparire sia in una normale infezione urinaria sia nella gonorrea.
Non è possibile distinguere con certezza le due condizioni basandosi soltanto sulle sensazioni.
La presenza di secrezioni genitali, un nuovo partner sessuale o un rapporto non protetto possono aumentare il sospetto di un’infezione sessualmente trasmissibile, ma solo un test può fornire una diagnosi affidabile.
Gonorrea o clamidia?
Anche gonorrea e clamidia possono provocare sintomi molto simili.
Entrambe possono causare:
bruciore urinario;
secrezioni;
dolore pelvico;
disturbi rettali.
Inoltre, una stessa persona può avere contemporaneamente più di un’infezione sessualmente trasmissibile.
Per questo i medici possono decidere di effettuare test per diverse infezioni quando una persona presenta sintomi compatibili.
Come viene diagnosticata la gonorrea?
La diagnosi viene effettuata attraverso test specifici.
Secondo l’OMS, i test molecolari rappresentano il metodo di riferimento per diagnosticare l’infezione da Neisseria gonorrhoeae.
A seconda del tipo di esposizione e della sede sospetta, il medico può richiedere:
- un campione di urina;
- un tampone genitale;
- un tampone rettale;
- un tampone della gola.
Il CDC sottolinea che, in caso di rapporti orali o anali, può essere necessario eseguire tamponi proprio in queste sedi, perché il solo test delle urine potrebbe non rilevare tutte le infezioni.
Quando bisogna rivolgersi al medico?
È consigliabile richiedere una valutazione medica se compaiono sintomi come secrezioni genitali insolite, bruciore durante la minzione, dolore testicolare, sanguinamenti anomali o disturbi rettali.
Ma non bisogna aspettare necessariamente i sintomi.
Può essere opportuno effettuare un test anche quando:
si è avuto un rapporto non protetto con un nuovo partner;
un partner comunica di avere gonorrea;
un partner ha ricevuto una diagnosi di un’altra infezione sessualmente trasmissibile;
si hanno più partner sessuali;
si hanno rapporti sessuali e il medico consiglia screening periodici in base ai propri fattori di rischio.
Cosa fare se il partner ha la gonorrea
Se un partner sessuale comunica di essere risultato positivo alla gonorrea, è importante contattare un medico o un centro specializzato anche se non si avvertono sintomi.
I partner sessuali devono essere valutati, testati e, quando indicato, trattati per evitare reinfezioni e ulteriori trasmissioni.
Ignorare il problema perché ci si sente bene non è una scelta sicura.
Quali complicazioni può provocare la gonorrea?
Se non viene trattata, la gonorrea può provocare complicazioni anche importanti.
Nelle donne può contribuire allo sviluppo della malattia infiammatoria pelvica, una condizione che può danneggiare l’apparato riproduttivo e aumentare il rischio di infertilità e gravidanza ectopica.
Negli uomini può causare infiammazione e gonfiore a livello dello scroto e, in alcuni casi, problemi di fertilità.
Più raramente, il batterio può diffondersi attraverso il sangue e provocare una infezione gonococcica disseminata, che può interessare articolazioni, pelle e altri organi.
Esiste una relazione tra gonorrea e HIV?
Sì.
Secondo l’OMS, l’infezione gonococcica aumenta il rischio di acquisire e trasmettere l’HIV.
Questo è uno dei motivi per cui, in presenza di una diagnosi di gonorrea, il medico può suggerire anche test per altre infezioni sessualmente trasmissibili.
Come viene curata la gonorrea?
La gonorrea viene trattata con antibiotici.
Il trattamento deve però essere stabilito da un medico, perché Neisseria gonorrhoeae ha sviluppato nel tempo resistenza a numerosi antibiotici. L’OMS considera la resistenza antimicrobica della gonorrea un problema sanitario crescente.
Il CDC indica attualmente la ceftriaxone per via intramuscolare come trattamento raccomandato per la gonorrea non complicata negli Stati Uniti; protocolli e dosaggi possono comunque variare in base al Paese, alla sede dell’infezione, alla situazione clinica e agli aggiornamenti delle linee guida.
È quindi importante non utilizzare antibiotici avanzati da precedenti terapie e non affidarsi a farmaci scelti autonomamente.
Perché non bisogna curarsi da soli
Prendere un antibiotico casualmente può creare diversi problemi.
Il farmaco potrebbe non essere efficace contro il batterio.
La dose potrebbe essere insufficiente.
Potrebbe temporaneamente ridurre i sintomi senza eliminare l’infezione.
E soprattutto può favorire ulteriormente il fenomeno della resistenza agli antibiotici.
Una terapia corretta deve quindi essere prescritta dopo valutazione medica.
Dopo la terapia si può avere subito un rapporto?
No.
L’OMS raccomanda di attendere sette giorni dopo il trattamento prima di riprendere i rapporti sessuali e di assicurarsi che i partner siano stati valutati o trattati.
Questo riduce il rischio di trasmettere l’infezione o di infettarsi nuovamente.
Il medico può inoltre indicare quando sia opportuno eseguire ulteriori controlli.
Si può prendere la gonorrea una seconda volta?
Sì.
Guarire dalla gonorrea non crea un’immunità permanente.
È quindi possibile reinfettarsi dopo un nuovo contatto con una persona infetta.
Questo rende particolarmente importante il trattamento dei partner sessuali.
Se viene trattata soltanto una persona all’interno della coppia, esiste il rischio che l’infezione venga trasmessa nuovamente.
Come prevenire la gonorrea
L’utilizzo corretto e costante del preservativo riduce il rischio di trasmissione della gonorrea.
La prevenzione comprende inoltre:
informarsi sulla salute sessuale del partner;
effettuare test quando indicato;
evitare rapporti durante il trattamento di un’infezione;
informare i partner dopo una diagnosi;
rivolgersi a un medico in caso di sintomi sospetti.
Non esiste attualmente un vaccino specifico approvato contro la gonorrea.
Quando rivolgersi rapidamente a un medico
Alcune situazioni meritano una valutazione più tempestiva.
Per esempio, è opportuno contattare rapidamente un professionista sanitario se compaiono:
forte dolore pelvico;
dolore o gonfiore importante dei testicoli;
febbre associata a sintomi genitali;
dolore articolare accompagnato da eruzioni cutanee o altri sintomi sistemici;
sintomi durante una gravidanza;
forte dolore addominale.
Questi segnali possono indicare una complicazione e non dovrebbero essere gestiti aspettando semplicemente che passino.
Non bisogna provare vergogna nel chiedere un test
Le infezioni sessualmente trasmissibili sono estremamente comuni.
Avere un dubbio o sottoporsi a un test non significa aver fatto qualcosa di sbagliato.
Dal punto di vista medico, raccontare con precisione il tipo di rapporti avuti è utile perché permette al professionista sanitario di scegliere i test più appropriati.
Per esempio, se c’è stato sesso orale potrebbe essere necessario controllare la gola.
Se c’è stato sesso anale potrebbe essere indicato un tampone rettale.
Omettere queste informazioni può rendere più difficile individuare un’infezione presente in una sede diversa da quella genitale.
In quanto tempo passa la gonorrea?
Dopo una terapia efficace, l’infezione può essere curata, ma la scomparsa dei sintomi non deve essere utilizzata come unico criterio per stabilire che tutto sia risolto.
È importante completare la terapia esattamente come prescritta e rispettare le indicazioni relative ai rapporti sessuali e agli eventuali controlli.
Se i sintomi persistono dopo il trattamento, bisogna ricontattare il medico perché potrebbe esserci una reinfezione, un’altra infezione oppure, più raramente, un problema di resistenza agli antibiotici.
Gonorrea in gravidanza
La gonorrea durante la gravidanza richiede particolare attenzione.
L’infezione può essere trasmessa al bambino durante il parto e può provocare, tra le altre complicazioni, una grave infezione oculare nel neonato.
Per questo in gravidanza è particolarmente importante informare il medico di eventuali rapporti a rischio, sintomi o diagnosi del partner.
Il test è importante anche senza sintomi
Uno degli errori più frequenti consiste nell’associare l’assenza di sintomi all’assenza di infezione.
Con la gonorrea questo ragionamento non funziona.
Una persona può sentirsi perfettamente bene e avere comunque l’infezione.
Per questo il test rappresenta l’unico modo affidabile per sapere se si è positivi quando esiste un rischio concreto.
In conclusione
La gonorrea è un’infezione batterica curabile, ma può passare inosservata e causare complicazioni se non viene diagnosticata e trattata.
I sintomi più comuni comprendono bruciore durante la minzione, secrezioni genitali, sanguinamenti anomali, dolore testicolare e disturbi anali, ma molte persone non sviluppano alcun sintomo.
Per questo la regola più importante è semplice: se hai avuto un rapporto a rischio, hai sintomi compatibili oppure un partner ha ricevuto una diagnosi, non aspettare che il problema scompaia da solo e non assumere antibiotici senza prescrizione.
Un test specifico e una valutazione medica permettono di arrivare rapidamente alla diagnosi corretta e, quando necessario, iniziare una terapia efficace.
